Spostare le bancarelle? Si, ma.. e se provassimo a scommettere sul futuro turistico della nostra città?

Pisa e le bancarelle. Sono trent’anni che non si parla di altro. Sembra che la città si interfacci col turismo internazionale solo per mezzo di esse. Non abbiamo altro da proporre che cianfrusaglie vendute a turisti stanchi e desiderosi di andare via alla svelta prima di essere derubati dagli innumerevoli borseggiatori. Tutto sommato, meglio spendere qualche euro in un oggetto di dubbio gusto di provenienza cinese che aspettare che ti portino via il portafoglio.

Peccato che nessuno proponga in zona Duomo artigianato di qualità, prodotti enogastronomici di zona, nemmeno più lo storico negozio dell’alabastro volterrano. Quale è l’immagine che ne esce della nostra citta? Quale è l’immagine del nostro Paese, del nostro saper fare, delle nostre tante qualità? Siamo sicuri che sul medio-lungo periodo questa strategia paghi? Evidentemente no.

vista aerea piazza manin e duomo

L’IMMAGINE E LO STORY TELLING DI PISA

Ieri abbiamo festeggiato i dieci anni di Palazzo Blu, una istituzione fondamentale per la nostra città, e Philippe Daverio ha parlato dell’importanza dello “story telling” e dell’immagine della città. Ecco, appunto. Pensiamoci, Ma sul serio.

Contemporaneamente, ieri, dalla stampa, abbiamo appreso del progetto – in tre varianti – di spostamento delle bancarelle da Piazza Manin. Bene, giusto, una ricollocazione deve essere prevista, sia per gli operatori, con i tempi certi per dare loro le necessarie garanzie per operare, sia per i cittadini ed i turisti, per liberare la piazza Manin, biglietto da visita della città, oggi degradata dalla presenza di bancarelle che dovevano essere temporanee e sono disposte così male da non consentire nemmeno adeguato passaggio pedonale nè garantire la libera vista della piazza.

Nelle proposte ci sono alcune ipotesi di buon senso – spostare le bancarelle nella zona UM1 dell’ospedale di Santa Chiara – quando si sposterà definitivamente l’ospedale -, ma anche altre proposte che preoccupano e non poco.

leggi su PisaToday

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2 PALETTI IRRINUNCIABILI PER LO SPOSTAMENTO

Secondo Italia Nostra, ma più in generale secondo il buon senso di chiunque abbia a cuore le sorti della città e l’interesse generale, ci sono 2 paletti irrinunciabili per lo spostamento delle bancarelle:

  • mai più nella Piazza, nemmeno “temporaneamente” (è un avverbio pericoloso in Italia). Oltre al decoro, le leggi, il buon senso, anche gli aspetti della sicurezza oggi lo impongono; il numero di turisti è aumentato vertiginosamente, e non c’è più spazio materiale per le bancarelle, pensiamo solo cosa potrebbe succedere in caso di attentato;
  • lo spostamento deve prevedere che la Piazza Manin resti libera. E’ da lì, passando attraverso la Porta Nuova, che si ha una vista unica al mondo. Se vogliamo, costruiamo nella piazza un ufficio informazioni, degno di questo nome, di buona architettura e non troppo impattante. O ancora meglio, ripristiniamo una dignitosa alberatura. Mai più bancarelle però, men che meno le orribili pseudo-capanne indiane già disposte lungo le mura.

Qualsiasi soluzione che non tenga conto di questi due paletti è contro l’interesse dei cittadini, degli italiani, del mondo che ci guarda e sorride a volte di noi con ironia e leggero sdegno.

UNA PROPOSTA A VANTAGGIO DI TUTTI

Eppure, potremmo sfruttare l’occasione per rilanciare con una idea più ampia il turismo in città, senza danneggiare la categoria dei cosidetti “bancarellai”, anzi, insieme a loro provare ad alzare l’asticella del turismo.

Sono in corso i progetti per fare della zona dell’Arsenale repubblicano, mediceo, cittadella, Vecchi Macelli, il cuore della nuova zona turistica cittadina. Lì aprirà fra poco il magnifico Museo delle Navi romane. Lì dovremmo impegnarci tutti a portare il maggior numero di turisti dalla Piazza del Duomo, invitandoli a penetrare in città con sistemazioni urbanistiche degne di una città meta del turismo internazionale.

Abbiamo iniziato a recuperare le mura urbane, che oltre a monumento in sè, sono un forte elemento simbolico per il territorio, ripristinarne la percorribilità sopra e attorno ad esse consente di reintegrare in qualche modo l’immagine della forma urbis, è un intervento di “restauro” urbanistico fondamentale, anche in chiave turistica.

COLLEGAMENTO DUOMO-ARSENALE

Orbene, manca proprio la parte più importante del percorso delle mura urbane, quello tra la Piazza del Duomo e la Cittadella. In parte sono state demolite, in parte sono ancora lì, ignorate dai più ed anche dalla amministrazione. Non possiamo certo ricostruirne le parti demolite, ma dobbiamo ricostruire un percorso pedonale vero che da Piazza Manin, lungo il percorso delle antiche mura all’interno del Santa Chiara e quindi poi lungo via Nicola Pisano, porti alla Cittadella.

Deve diventare un percorso turistico importante, commercialmente appetibile. Su questo percorso turistico, all’inizio, vicino alla Piazza del Duomo, nell’area del Santa Chiara, gli operatori delle bancarelle potranno dare una mano alla comunità garantendo quei servizi necessari al turista, sfruttando la vicinanza alla piazza del Duomo ma anche il nuovo flusso turistico che dalla piazza si creerà verso il nuovo polo attrattivo della città.

E’ un investimento sul futuro. Il nostro. E’ una scommessa che dobbiamo vincere, tutti insieme. Il turismo aumenterà ancora. A noi spetterà di saperlo gestire nel migliore dei modi, per la nostra cultura, per la nostra bellezza, ma anche per la nostra economia. Si può guadagnare tutti senza svendere il nostro patrimonio storico artistico.

 

 

 

 

 

 

 

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