DARSENA TOSCANA: UN PROGETTO IMPORTANTE MA DA VALUTARE CON ATTENZIONE

In qualità di associazione per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione, come sezioni di Italia Nostra Pisa e Italia Nostra Livorno abbiamo avuto modo di apprendere dalla stampa le intenzioni di rilancio del Porto di Livorno mediante la realizzazione di un’opera di dimensioni imponenti di ingrandimento a mare del porto stesso e di approfondimento dei fondali, la così detta “Darsena Toscana”.

Siamo perfettamente consapevoli dell’importanza del rilancio del porto di Livorno, e degli aspetti sociali ed economici ad esso legati, né riteniamo che il rilancio economico del porto riguardi la sola città di Livorno, né che eventuali danni ambientali siano a carico del solo territorio pisano. In un territorio così piccolo, vantaggi e danni non vedono infatti distinzioni di campanile.

A sinistra la vista satellitare del centro di Livorno e del porto come si presentano oggi, con la linea di costa originaria (1800) in blu, e quella della nuova Darsena Europa in rosso. A destra come si presenterà l’area a Dasrena Europa ultimata

Ad una prima analisi dei dati in nostro possesso, abbiamo osservato che l’impatto della Nuova Darsena è veramente imponente, tale da modificare il paesaggio e, del tutto verosimilmente, le correnti marine, stante anche la particolare conformazione del fondale marino davanti alla città di Livorno, con i bassi fondali che arrivano fino all’area del Parco marino della Meloria. Sono stati tra l’altro portati alla nostra conoscenza studi svolti nel secolo scorso in occasione di una analoga proposta di espansione del porto, studi nei quali si arrivava alla conclusione che alla espansione a mare fosse preferibile l’espansione verso terra causa la particolare conformazione del fondale marino. Orbene, detti studi sono probabilmente superati, però allo stato attuale desidereremmo che da parte delle autorità proponenti e da parte delle autorità controllanti si producesse uno studio in grado di dare sufficienti garanzie in merito a due aspetti a nostro modo di vedere particolarmente rilevanti, tali da venire prima di ogni altra considerazione economica:

  • L’aspetto di erosione della costa. L’avanzamento della linea di costa causato dalla costruzione a mare della Darsena Toscana è notevole, tale anche da modificare la visuale storica della città di Livorno dal mare, città (centro storico, quartiere di Venezia, torre del Marzocco) che probabilmente non sarà più visibile da nord dopo l’intervento. Al di là di questo aspetto storico e paesaggistico – pur non del tutto secondario – a preoccuparci maggiormente è la possibile erosione delle aree poste a nord dell’intervento, aree di pregio naturale già soggette a fenomeni erosivi importanti;
  • L’aspetto dello sversamento dei fanghi e del materiale di scavo; nella variante più recente dei lavori è emersa la possibilità di un consistente risparmio (si parla di cifre superiori ai 200 milioni di euro) dovuto al mancato conferimento a discarica del materiale di scavo. In parte questo materiale verrà riutilizzato in loco in terrapieni, ma a preoccuparci di più è la parte di materiale che verrà fatta “refluire” – pare, in mare. Questo aspetto induce qualche legittima preoccupazione, specie in un’area di mare delicata quale quella antistante al porto stesso, con la presenza di un parco marino protetto. Non ci risultano pubblicati o resi pubblici allo stato attuale studi in grado di garantire sotto questo aspetto.

A ciò si aggiunge la preoccupazione affinché l’antico collegamento tra la città di Livorno e l’Arno, il canale dei Navicelli, voluto da quei Medici di fatto “rifondatori” della città di Livorno come elemento integrale col “pentagono” del Buontalenti, venga preservato con questa nuova modifica del porto, se non nella configurazione originaria cinquecentesca – già parzialmente modificata dal tracciato dello Scolmatore –, almeno in un’altra configurazione che mantenga fruibile uno dei primi collegamenti navigabili artificiali al mondo, opera della quale andare fieri ben oltre i confini ristretti delle due città di Pisa e Livorno.

La città di Livorno, ai primi dell’800. Il centro storico si affacciava ancora sul mare, in particolare col porto Mediceo e col quartiere di Venezia Nuova. A nord est della città il bacino della Dogana con la partenza del Canale dei Navicelli verso l’Arno, collegato al sistema dei fossi intorno alla città buontalentiana

Nel comune interesse dei cittadini livornesi e pisani e toscani in generale, ci auspichiamo quindi che possano essere presto resi pubblici gli studi sull’impatto ambientale che sono stati sviluppati a monte del progetto, e le valutazioni dei soggetti istituzionalmente coinvolti (Ispra, Autority, Capitaneria) o di consulenti privati, se chiamati ad esprimersi nel merito. Come Italia Nostra ci offriremmo di analizzarli e di divulgarli tra i soci e la popolazione interessata.

Italia Nostra

Sezione di Pisa

Sezione di Livorno

Veduta di Livorno dal mare alla fine del ‘700. Si noti a sinistra la torre del Marzocco, oggi inglobata nelle strutture portuali, ma ancora ben visibile dal mare, con l’espansione progettata a mare risulterà assai poco visibile dal mare


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