Povera Toscana .. dai geni del passato ..alla mediocrità di oggi, ovvero come distruggere un capolavoro senza rendersene nemmeno conto

La Toscana è stata una regione beneficiata in passato da una incidenza di persone di grande genio che non ha avuto uguali al mondo. – Prima Pisa nel XI-XIII secolo, con Buscheto, Leonardo Fibonacci, Bonanno Nicola Giovanni Giunta Andrea Nino Pisano, una sequenza di persone dotate oltre misura nei loro rispettivi campi da non avere avuto uguali nei secoli precedenti. – Subito dopo Firenze, che con Cimabue, Giotto, Dante, Leonardo da Vinci, Brunelleschi, Michelangelo, per non nominare che i maggiori, nel volgere di un paio di secoli ha offuscato non solo Pisa, vincendo per lunghezza il derby toscano, ma ogni altra città al mondo per incidenza di persone di capacità fuori dal comune.

Oggi, nel secolo XXI, forse allora è solo questione di calcolo delle probabilità il fatto che non solo siamo sprovisti di personalità del calibro di quelle precedentemente elencate, ma a fronte della cronaca recente viene da chiedersi se, sempre per compenso statistico, non sia proprio l’intelletto medio assai ridotto per compensare tali passati exploit.

Non solo non siamo più in grado di produrre alcunchè di significativo in nessun campo, ma, forse stanchi della nostra insignificanza rispetto a chi ci ha preceduti, ci ostiniamo anche caparbiamente a distruggere ciò che di bello è stato realizzato nei secoli precedenti.

Stadio Berta di Firenze (Artemio Franchi) – una delle celeberrime scale elicoidali a sbalzo sotto la torre di Maratona [immagine tratta dal sito https://salviamoilfranchi.org]

Significativo è il caso di Firenze, dove rimane uno dei pochi capolavori assoluti dell’ingegneria italiana del XX secolo, lo Stadio Berta (Franchi) di Pier Luigi Nervi. Costruito nel 1930-31 dal grande ingegnere Pier Lugi Nervi, insieme al Flaminio di Roma (1957, anch’esso in pericolo) ed al velodromo olimpico di Roma (1960, demolito stupidamente nel 2008) costituisce il più nobile esempio di stadio ed una delle più importanti opere in cemento armato esistenti, una delle pochissime in Italia note in tutto il mondo.

Orbene, a fronte delle pur legittime necessità di una squadra di calcio locale, che vuole adeguare lo stadio agli standard attuali, cosa fanno a Firenze? Anzichè provare ad adeguare lo stadio rispettando i vincoli della Soprintendenza (che non sono vincoli campati per aria, ma sono stati apposti proprio perchè è un’opera d’arte straordinaria, che sarà significativa anche tra secoli, anche quando magari la suddetta squadra di calcio non esisterà nemmeno più..), viene fatta una legge ridicola (oltrechè inconstituzionale) che consentirà di demolire tale opera, e pure, a mo’ di beffa , farne una “riproduzione anche in forme e dimensioni diverse da quella originaria”, e non è una battuta di “Amici Miei“..

Poveri fiorentini, che triste fine, il confronto con il nostro grande passato ci spaventa a tal punto da non cercare nemmeno il confronto – tanto non saremo in grado -, demoliamo lo stadio, bravi, e costruiamone uno nuovo anonimo che, così mediocri, il genio passato ci atterrisce!

Auguri Firenze, auguri Toscana, auguri Italia… teniamoci l’Italia in Miniatura per ricordo, e demoliamo quella vera, che tanto non ce la meritiamo.

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